I KROMERI

I Kromeri (krumer in mòcheno) esistono ancora in valle dei Mòcheni e sono importanti in ambito culturale.

Questi commercianti ambulanti hanno cominciato la loro attività nel lontano 1760 grazie alla politica dell’impero Asburgico (del quale la valle faceva parte) di sviluppo commerciale.

I primi krumer partivano in autunno per andare, suddivisi in piccole squadre, a rifornirsi soprattutto a Sandel, in Boemia, dove acquistavano per lo più immagini sottovetro. Queste raffigurazioni venivano poi vendute in Ungheria, Transilvania, ai confini dell’impero russo, in Sassonia e ai confini dell’impero ottomano.

Dalla fine dell’800 i Kromeri (che erano 20.000 in tutto l’Impero) commerciavano invece piccole merci prodotte in loco nelle aree periferiche dei paesi sudtirolesi ed austriaci, approfittando della mancanza di negozi.

Prima della seconda guerra mondiale il commercio dei Kromeri si rilevò solo nell’attuale Sudtirolo.

I venditori ambulanti mòcheni partivano il lunedì a piedi dalla valle per raggiungere la stazione di Pergine da dove partivano per Trento e Bolzano, che erano i luoghi dove si rifornivano, poi si dividevano nelle varie zone del Sudtirol. Il sabato, dopo aver venduto per lo più stoffe, vestiti, fermagli, giocattoli e pettini, tornavano a casa. Questi venditori venivano ospitati solitamente dagli stessi sudtirolesi in cambio di qualche sconto e l’arrivo del krumer era un momento molto atteso dagli abitanti. Questo fenomeno ha portato perciò una buona pubblicità alla valle.

Questi krumer lavoravano stagionalmente e avevano il compito, oltre che di portare ricchezza, anche di fare arrivare notizie nella valle.

Al giorno d’oggi le licenze di Kromero nella valle sono una trentina e tutte a Fierozzo e Frassilongo. Essi ormai non lavorano più stagionalmente, ma annualmente.