STORIA DELLA VALLE

Una data precisa e una provenienza sicura delle prime popolazioni trasferitesi in Valle del Fersina o Val dei Mòcheni non è ancora certa. La versione più attendibile è che queste popolazioni fossero servi che i signori mandavano nelle loro proprietà sulle pendici della valle con l’incarico di dissodare la terra e coltivare cereali.

Fu solo verso il 1400 che si vennero a formare le prime comunità stabili. Si trattava di coloni tedeschi provenienti per lo più da Baviera e Boemia. Da un’occupazione prevalentemente agricola, boschiva e pastorale, si passò allo sfruttamento dei ricchi giacimenti di ferro, rame ed argento.

Questa risorsa determinò tra il 1400 e il 1500 l’arrivo di atri lavoratori tedeschi, che per la loro occupazione in miniera furono chiamati “Canopi”. Rimasero per lungo tempo nella valle, pur non integrandosi con le comunità locali.

Con il passare dei secoli le miniere si esaurirono e la gente tornò alle primitive attività, ovvero l’agricoltura, l’allevamento, la caccia e la pesca. Unico supporto era il piccolo commercio ambulante, praticato solo dagli uomini nei mesi invernali, consistente nella vendita di tessuti e piccoli oggetti, praticato soprattutto nelle campagne tirolesi, austriache, bavaresi e boeme.

Peculiarità di questa popolazione era comunque l’autosufficienza e l’indipendenza che limitarono notevolmente i contatti con il mondo esterno, favorendo la conservazione degli usi, dei costumi e della lingua.

Nel 1914, durante la prima guerra mondiale, la Valle del Fersina fu completamente militarizzata poiché si trovava nelle immediate retrovie del fronte. Il secondo conflitto mondiale invece vide un esodo massiccio verso la Boemia Meridionale. Partirono nel 1942 e fecero ritorno alla fine del 1945.

Un ritorno davvero amaro: non trovarono più nulla, i loro beni erano stato acquisiti dalla Società Fiduciaria Germanica di Liquidazione, che li restituì solo quattro anni dopo. Terminata la guerra si passò alla ricostruzione dei quattro comuni della Valle.