Carnevale a Venezia

Dalla Valle dei Mòcheni al carnevale di Venezia

Il 5 marzo il carnevale di Palù del Fersina è sbarcato per la prima volta a Venezia. I tre protagonisti, il bètscho (il vecchio), la bètscha (la vecchia) e l’oiertroger (portatore di uova), accompagnato dai coscritti e dal gruppo dei Palaearlearmusikantn hanno saputo intrattenere turisti e passanti nella città capoluogo del carnevale. L’evento è stato organizzato dall’UNPLI (Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia) ed è stato possibile rappresentare alcuni momenti del Bètschato anche grazie al supporto della Federazione delle Pro Loco trentine e della comunità locale.

In 80 persone, tra protagonisti del carnevale e accompagnatori sono partiti lunedì mattina all’alba alla volta di Venezia per poter assistere ad un avvenimento che rimarrà nella storia: la rappresentazione di un carnevale alpino nella città lagunare.

I Bètsche, tramite balli, la lettura del testamento lasciato ai cittadini ed ai turisti, la semina e il coinvolgimento degli spettatori, hanno saputo allietare Piazza San Marco gremita di gente che per l’occasione si sono lasciati coinvolgere nei gesti e nei rituali che fin dall’antichità animano il vòschnto (carnevale) paludano.

Al carnevale veneziano hanno partecipato anche le “Maschere di Tricarico”  le “Meraviglie di Puglia- Carnevale Barocco alla Corte di Lecce” , i “Gruppi Boes e Merdules di Ottana”,  il “Carnevale di Civitella” e la “Corte di Re Bertoldo-Carnevale di San Giovanni in Persiceto” che hanno permesso di conoscere più tradizioni e maschere.

Il giorno successivo, martedì grasso, i tre protagonisti non si sono fermati perché il Bètschato parte già la mattina presto dai masi alti di Palù del Fersina, dove il bètscho, la bètscha e l’oiertroger si mascherano, si tingono i volti e partono per andare di casa in casa per la semina propiziatoria e per offrire le torte ai presenti. C’è una leggenda che narra che chi mangia la torta dei bètsche non vedrà serpenti per tutto l’anno! E noi vogliamo credergli….

Alla fine della giornata, quando calano le luci e sta per iniziare la Quaresima si brucia la gobba del bètscho e si fa un grande falò…..perché il passato deve essere lasciato indietro, perché l’inverno deve lasciare spazio alla primavera, senza lasciare alcuna traccia.

E se per quest’anno ti sei perso il carnevale tipico di Palù del Fersina, non ti preoccupare che la tradizione si perpetua di anno in anno, cambiano gli attori, ma il copione non viene alterato.

Ti aspettiamo!

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